Da quando è nata, Indiependence ha avuto un’unica missione: quella di riconquistare spazio per dare centralità alla musica indipendente, creando connessione e mutualità tra i soggetti che animano questo panorama (artisti, direttori artistici, circoli e locali, fonici e tecnici, network e media).

Noi di Indiependence siamo in primis musicisti, quindi abbiamo ben presente cosa significhi sentirsi insignificanti in un momento storico in cui i meccanismi di produzione artistica sono quasi totalmente proni alle logiche di mercato.

Per questo vogliamo recuperare il significato originario della parola indipendente, e con esso il vero senso della definizione indie, troppo spesso abusata per definire erroneamente un genere. Per noi invece essere indie è un’attitudine, un approccio all’arte diretto, un momento in cui l’artista e il suo contenuto devono trovarsi e diventare più importanti di contenitori che non danno alcun futuro e non creano cultura.

Per quello siamo (ri)partiti dalle origini: dai circoli in cui si trova la gente che suona e la gente che vuole ascoltare, dai palchi polverosi, dalla scoperta della storia della musica italiana, insomma da quella che in altri tempi si definiva gavetta.

In questi anni siamo cresciuti e adesso siamo un’associazione che, senza smettere di organizzare gli eventi, può offrire all’artista e al professionista un servizio completo, grazie al lavoro di network svolto negli anni, grazie alle competenze musicali, grazie alle risorse tecniche e ai professionisti associati al percorso.

Per valorizzare ancora più a fondo il proprio percorso Indiependence ha compiuto la scelta di affiliarsi ad ARCI, ritenendolo un naturale punto di arrivo di quanto messo insieme in questi anni e un ambizioso punto di partenza per quello che verrà nei prossimi.

È l’inizio di una piccola rivoluzione nata da un sogno collettivo, per amore e nel nome della musica.

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