Con il singolo “Porta pacienza” Napoleone, un personaggio che arriva dal passato ma vive nel presente, porta avanti una personale storia del sud attraverso la sua musica

Com’è nata la tua ultima produzione? C’è stata un’ispirazione particolare, e se sì quale?
Una storia che è arrivata a me da molto lontano. Una storia del sud che in qualche modo sto riscrivendo attraverso la mia musica.

Quali sono le tue principali influenze?
Ascolto tantissima musica, non prediligo un solo genere. Diciamo che sono comunque figlio degli scantinati dove si suonava con gli amici a volumi altissimi.

Come nascono i tuoi brani?
Ogni volta stupisce anche me la nascita di una canzone. Arriva sempre in modi diversi e inaspettati mentre sto facendo cose che con la musica hanno poco a che vedere. Poi c’è anche quella volta che nasce in studio, in maniera più ragionata.

Cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un profilo Instagram con tanti follower e un buon disco?
Per me devi avere prima di tutto un buon disco e poi pensare ai social. Purtroppo sono diventati una parte fondamentale per la comunicazione di un artista e non può essere trascurata. Non credo si possa definire musicista chi preferisce i followers alla riuscita di un buon disco.

Un aspetto positivo e uno negativo del fare musica?
Non credo ci siamo aspetti negativi. Forse le dinamiche discografiche sono un po’ una rottura di scatole ma fa parte del gioco. Gli aspetti negativi emergono quando decidi di fare della musica il tuo lavoro. Purtroppo gli utenti pagano sempre meno o addirittura non pagano per ascoltare musica , invece i costi di uno studio di registrazione per poterla produrre rimangono altissimi.

Come pensi incida far parte del mondo musicale sulle relazioni personali?
Guarda, dipende da come te la vivi. Il nostro mestiere come qualsiasi altro lavoro creativo non ha orari e se ce li ha spesso non combaciano con quelli delle persone che fanno un lavoro “normale”. Semplicemente ci fai pace.

Cosa pensi dei messaggi politici all’interno delle canzoni? Credi che un artista debba schierarsi politicamente?
Credo che tra i doveri di un artista ci sia anche quello di prendere le parti dei più deboli e dare in qualche modo una voce più grossa a chi non ha modo di farsi ascoltare.

Un artista (vivo o morto) con cui faresti un featuring?
Claudio Lolli.

Quando ti sei ubriacato l’ultima volta?
Ieri sera.

Roulette Russa / Domande da pistola alla tempia, da rispondere senza tergiversare:
Beatles o Rolling Stones? Beatles
Venditti o De Gregori? De Gregori
Pasta o pizza? Pizza
Birra o vino? Vino
Chitarra o pianoforte? Chitarra
Arrivederci o addio? Arrivederci
È più Umberto Tozzi il Rod Stewart italiano o è più Rod Stewart l’Umberto Tozzi scozzese Rod Stewart è di certo l’Umberto Tozzi scozzese.

Abbiamo vissuto giorni molto complicati a causa dell’emergenza Coronavirus. Come hai affrontato questo momento particolare e quanto ha inciso l’emergenza e i relativi strascichi sulla tua attività e sui tuoi progetti futuri?
Ho scritto il mio disco in quarantena. Direi che tutto sommato ha inciso in maniera positiva sui miei progetti futuri.

A proposito: progetti per il futuro?
Non diventare calvo e suonare il più possibile.

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