Adelasia si muove agilmente tra le sfumature di un indie-pop delicato e impreziosito da un’interpretazione mai forzata, atmosfere malinconiche e influenze elettroniche di respiro internazionale

Com’è nata la tua ultima produzione? C’è stata un’ispirazione particolare, e se sì quale?
In questo caso è nato tutto da una storia d’amore, non tra le più importanti che ho avuto ma tra quelle che mi hanno insegnato di più.

Quali sono le tue principali influenze?
Ascolto principalmente indie folk e pop francese e credo che abbiano influenzato molto il mio modo di scrivere e i miei gusti.

Come nascono i tuoi brani?
Da esperienze personali che traduco in pagine di diario che poi diventano canzoni.

Cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un profilo Instagram con tanti follower e un buon disco?
Eh buona domanda, la risposta è ovviamente scontata, per me conta di più un buon disco. Poi i social sono utilissimi per diffonderlo.

Un aspetto positivo e uno negativo del fare musica?
orrei poter elencare tutti gli aspetti positivi ma mi limiterò a dire “condivisione”: scoprire che qualcuno che ascolta le tue canzoni condivide con te uno stesso problema, una stessa sofferenza, suonare o cantare insieme ad altre persone che condividono con te la stessa passione, poter condividere il palco con altre persone. Questo. L’aspetto negativo è il fatto che come ogni lavoro artistico non va mai in vacanza, non si chiude mai per ferie: quando non suoni scrivi, quando non scrivi registri, quando non registri provi. C’è sempre da fare e sempre da fare meglio.

Come pensi incida far parte del mondo musicale sulle relazioni personali?
Per me, per ora, pochissimo, poi non so com’è andando avanti. Sicuramente mi sento più sicura di me, più “realizzata” e quindi sono più aperta ma per il resto non è cambiato niente.

Cosa pensi dei messaggi politici all’interno delle canzoni? Credi che un artista debba schierarsi politicamente?
Nessuno deve farlo per forza, ma per me non c’è niente di male nel farlo. Io lo farei e chissà, magari l’ho fatto.

Un artista (vivo o morto) con cui faresti un featuring?
Arlo Parcks, oggi.

Quando ti sei ubriacato l’ultima volta?
Ahah non mi ricordo, ma tra poco sarà il mio compleanno e quello è un giorno in cui di solito succede.

Roulette Russa / Domande da pistola alla tempia, da rispondere senza tergiversare:
Beatles o Rolling Stones? Rolling Stones
Venditti o De Gregori? De Gregori
Pasta o pizza? Questa è dura, forse pizza (se ci fosse l’opzione pane risponderei pane)
Birra o vino? Birra
Chitarra o pianoforte? Chitarra
Arrivederci o addio? Arrivederci
È più Umberto Tozzi il Rod Stewart italiano o è più Rod Stewart l’Umberto Tozzi scozzese Ahah! non saprei… secondo me Rod Stewart è l’Umberto Tozzi scozzese.

Abbiamo vissuto giorni molto complicati a causa dell’emergenza Coronavirus. Come hai affrontato questo momento particolare e quanto ha inciso l’emergenza e i relativi strascichi sulla tua attività e sui tuoi progetti futuri?
Beh ho scelto di posticipare l’uscita del disco, sarebbe dovuto uscire ad aprile ma con Sbaglio Dischi abbiamo deciso di aspettare tempi migliori.

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