È uscito da poco “Zabriscoteque”, ultimo lavoro di Zabriski, che ci racconta gli aspetti del suo fare musica. “C’è un confronto violento con le proprie necessità espressive. A volte rimane del vuoto dentro, a volte non c’è più spazio per farci entrare altro”

Com’è nata la tua ultima produzione? C’è stata un’ispirazione particolare, e se sì quale?
Nasce da diverse idee cresciute in studio, con Giacomo Capraro e Massimo Manticò de laCantina Records. Abbiamo cercato di trovare una direzione univoca per la produzione, creando un’identità per il disco. Il tutto completato da Andrea Zagon, musicista di enorme abnegazione che ha sicuramente contribuito con le idee più originali del disco.

Quali sono le tue principali influenze?
I riferimenti sono stati molteplici, abbiamo ascoltato tanta musica prima di cominciare le sessioni di produzione e arrangiamento. Ogni volta si scendeva in studio con quello che si era ascoltato nei giorni prima e si cercava di coglierne i punti di valore.

Come nascono i tuoi brani?
Ogni tanto in dieci minuti. Ogni tanto in un anno.

Cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un profilo Instagram con tanti follower e un buon disco?
Seriamente?

Un aspetto positivo e uno negativo del fare musica?
Fare musica è la più grande fortuna che abbia potuto ricevere. L’aspetto complicato, più che negativo, può essere quello di un confronto violento con le proprie necessità espressive. A volte rimane del vuoto dentro, a volte non c’è più spazio per farci entrare altro.

Come pensi incida far parte del mondo musicale sulle relazioni personali?
È una tragedia per gli altri. Parlerai sempre e solo di quello, in fondo.

Cosa pensi dei messaggi politici all’interno delle canzoni? Credi che un artista debba schierarsi politicamente?
Solo se tifa per i buoni.

Un artista (vivo o morto) con cui faresti un featuring?
Giorgia.

Quando ti sei ubriacato l’ultima volta?
Ora.

Roulette Russa / Domande da pistola alla tempia, da rispondere senza tergiversare:
Beatles o Rolling Stones? Beatles.
Venditti o De Gregori? De Gregori.
Pasta o pizza? Pasta.
Birra o vino? Prima birra, poi vino
Chitarra o pianoforte? Eh, tocca dire chitarra.
Arrivederci o addio? Addio, più divertente.
È più Umberto Tozzi il Rod Stewart italiano o è più Rod Stewart l’Umberto Tozzi scozzese È più Elton John il Mango inglese.

Stiamo vivendo giorni molto complicati a causa dell’emergenza Coronavirus. Come ti senti nel dover affrontare questo momento e quanto sta incidendo l’emergenza sulla tua attività e sui tuoi progetti futuri?
A casa sto bene, ma anche fuori non è male.

A proposito: progetti per il futuro?
Fare benzina e finire un paio di dischi.

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