Qualche tempo fa è uscito, autoprodotto, il loro album “Andrà tutto bene”, titolo che oggi suona ancora più intenso. I Thisage., giovane band napoletana, hanno risposto alle nostre domande

Com’è nata la vostra ultima produzione? C’è stata un’ispirazione particolare, e se sì quale?
La nostra ultima produzione, dunque il nostro album d’esordio “Andrà tutto bene”, ha preso ispirazione soprattutto dagli avvenimenti capitati alle nostre vite. Siamo stati tutti coinvolti emotivamente da uno spiacevole evento che ci ha segnato profondamente. È da qui, purtroppo, che parte la scrittura delle canzoni che compongono il disco.

Quali sono le vostre principali influenze?
Per fortuna ogni membro della band ascolta cose differenti. Tuttavia, si può dire che la nostra musica sia ispirata principalmente dalle sonorità del rock italiano degli anni 90 e dei primi anni 2000. Per fare qualche nome, i Verdena sono probabilmente la band che maggiormente ci ispira.

Come nascono i vostri brani?
Le nostre canzoni nascono dall’esigenza di dare sfogo ad uno stato d’animo. Lirica e musica viaggiano sullo stesso piano e l’una vive a supporto dell’altra. Per noi è molto importante il messaggio che c’è dietro ad ogni canzone.

Cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?
La musica deve venire sempre prima d’ogni altra cosa. Un buon disco è una cosa di cui andare molto fieri in ogni caso, una pagina Facebook con tanti like non per forza. In ogni caso oggi bisogna curare molto l’aspetto social di un progetto musicale perché un buon disco con una buona vetrina è sicuramente una cosa positiva.

Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?
Un aspetto positivo, per quanto ci riguarda, è quello di riempire la nostra vita con momenti unici ed irripetibili. Un lato negativo, sinceramente, è vedere che anche a livello underground ed indipendente esistono dinamiche legate alla visibilità ed all’apparenza. Ci sono band che fanno dischi, ricevono articoli in cui vengono idolatrate e hanno tour organizzati senza aver suonato mai insieme dal vivo se non in un paio di occasioni. Noi crediamo fortemente nel talento e nel merito, ma in questi casi non si fa del bene alla musica.

Credi che un artista debba schierarsi politicamente? Approvi la politica nella musica?
L’impegno sociale all’interno delle canzoni è un valore importante. Noi anche, a modo nostro, cerchiamo di fare dei testi politici. Ci sono molti versi delle nostre canzoni in cui puntiamo a porre dei quesiti e proporre una visione critica del mondo. In questo momento ci viene in mente un verso di “Tenera è la lotta”, la nostra canzone più incazzata, in cui abbiamo scritto: “sopravvivere non è per tutti uguale. C’è chi non ce la fa e nel baratro della notte lascia un segno per l’umanità”.

Come pensate incida l’esser attori nel mondo musicale nel campo delle relazioni personali?
Ci sono molti modi in cui suonare può incidere sulle relazioni personali. Una cosa molto importante è che suonare e far parte di un qualcosa può farti sentire più sicuro di te stesso. Inoltre suonare ti da occasione di conoscere tante persone e fare amicizia. Infine, far parte di una band e tenere in piedi un progetto ti fa crescere molto come persona e ti aiuta ad imparare a lavorare in gruppo.

Un artista (vivo o morto) con cui fareste un featuring?
Abbiamo avuto l’occasione di lavorare con Nando Paone, uno straordinario attore, all’interno del nostro disco. Per il futuro, inserire un pianoforte di Bruno bavota, il violino di Lino Cannavacciuolo, oppure una bella voce femminile come quella di Ilaria dei Gomma non sarebbe male.

Quando ti sei ubriacato l’ultima volta?
Ieri.

Domande da pistola alla tempia, da rispondere senza tergiversare:
Beatles o Rolling Stones? Beatles, sempre.
Venditti o De Gregori? De Gregori, senza dubbi.
Pasta o pizza? Pizza, eccheccazzo
Birra o vino? Birra, no forse vino, vabbè birra.
Chitarra o pianoforte? Chitarra
Arrivederci o addio? Addio
È più Umberto Tozzi il Rod Stewart italiano o è più Rod Stewart l’Umberto Tozzi scozzese? La prima.

Progetti per il futuro?
Suonare questo disco in giro per l’Italia.

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